Fare Impresa 2025 all’Università LUMSA: AI, sostenibilità e il dualismo globale tra Usa e Cina

L’intelligenza artificiale e la sostenibilità sono stati i temi chiave della nona edizione di Fare Impresa in Italia, il prestigioso convegno annuale promosso dall’Università LUMSA in collaborazione con LUMSA ALUMNI Network (LAN). Durante l’evento, il dibattito si è concentrato sull’impatto che l’intelligenza artificiale può avere nelle piccole e medie imprese (PMI) italiane e sulle sue potenzialità di creare soluzioni sostenibili per il futuro.
L’intelligenza artificiale: la sfida globale tra Usa, Cina e Europa
Il workshop d’apertura ha visto un confronto stimolante tra gli studenti e Pasquale Viscanti, co-founder di IA Spiegata Semplice, il quale ha discusso di come l’intelligenza artificiale stia ormai permeando ogni aspetto della nostra vita quotidiana, da Google a Meta, passando per OpenAI con ChatGPT. Viscanti ha sottolineato come, fino a poco tempo fa, gli Stati Uniti dominavano l’innovazione nell’IA, ma ora anche la Cina ha preso piede con soluzioni come DeepSeek, che si pongono come vere e proprie rivali nel panorama tecnologico globale. In risposta a questa sfida, l’Europa sta cercando di sviluppare un ecosistema alternativo e sostenibile, con la Commissione Europea che promuove iniziative per supportare l’innovazione tecnologica, mirando a creare opportunità per le PMI. In Italia, fortunatamente, esiste già un ecosistema vibrante con centinaia di piccole aziende che stanno sviluppando soluzioni utili e pratiche, destinate a migliorare l’efficienza e la sostenibilità dell’economia.
IA e startup: ottimizzare i processi per un impatto positivo
Il panel successivo ha visto Chiara Cavallo, co-founder di Alfred, discutere dell’impatto positivo che l’IA può avere sull’ottimizzazione dei processi lavorativi. Alfred, una startup innovativa, ha sviluppato una soluzione tecnologica in grado di gestire e ottimizzare le scadenze dei prodotti alimentari nei supermercati, con un impatto triplice: economico, ambientale e umano. “Il nostro sistema non si limita a segnalare i prodotti in scadenza, ma consente di recuperarli, riducendo così gli sprechi”, ha spiegato Cavallo. Questo approccio mira a migliorare la sostenibilità senza sostituire il lavoro umano, ma rendendolo più efficace e mirato. In questo modo, l’innovazione si traduce in un supporto tangibile per il lavoro, migliorando al contempo l’esperienza di chi utilizza la tecnologia.
L’intelligenza artificiale come strumento di cambiamento sociale e ambientale
Tiziana Catarci, presidente della Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale, ha partecipato alla tavola rotonda intitolata “Intelligenza Artificiale e Sostenibilità”, sottolineando l’enorme potenziale dell’IA di affrontare sfide globali, incluse quelle ambientali e sociali. Tuttavia, ha messo in guardia dal fatto che, se non ben gestita, l’IA rischia di alimentare le disuguaglianze anziché ridurle. “La tecnologia dovrebbe essere un motore di progresso per tutti, ma al contrario sta creando una divisione digitale tra i paesi avanzati e quelli in via di sviluppo, dove il digital divide sta aumentando,” ha affermato la presidente. Inoltre, i pregiudizi nei dati utilizzati per addestrare gli algoritmi amplificano le discriminazioni e i bias, creando un mondo sempre più omologato anziché diversificato.
Fare Impresa in Italia: formare gli imprenditori di domani
Filippo Giordano, professore ordinario di Economia aziendale all’Università LUMSA e ideatore di Fare Impresa in Italia, ha concluso il convegno ribadendo l’importanza di raccontare l’imprenditorialità come una visione di vita. “Ogni storia che raccontiamo è un esempio di resilienza, di tenacia e del desiderio di innovare, indipendentemente dalle sfide che si presentano lungo il cammino,” ha sottolineato Giordano. Il convegno di quest’anno ha evidenziato come l’innovazione tecnologica, e in particolare l’intelligenza artificiale, possa essere un motore di cambiamento e sostenibilità, ma solo se utilizzata nel rispetto dei valori umani e sociali. Gli studenti e gli imprenditori presenti all’evento hanno avuto l’opportunità di riflettere su come l’IA possa diventare uno strumento per una crescita responsabile, anche per le PMI, che possono trarre vantaggio dalle soluzioni innovative per affrontare le sfide del futuro.
In conclusione, Fare Impresa in Italia non è solo un incontro tra professionisti, ma una palestra di idee, un’occasione di confronto per chi è pronto a guardare al futuro dell’imprenditoria, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. Ogni anno, questo evento si rinnova con l’obiettivo di formare la generazione di imprenditori di domani, sempre più consapevoli del loro ruolo nel costruire un mondo sostenibile e innovativo.